Alimentazione consapevole

Alimentazione in quarantena

Avrei voluto scrivere un articolo sul colesterolo, per mantenere un filo logico tra gli argomenti di cui stavo parlando recentemente. 

Ho pensato però che in questo momento non vi interessasse nulla del colesterolo (giustamente), quanto piuttosto di essere rassicurati sulla gestione della vostra alimentazione in quarantena. 

So infatti che in questi giorni, al di là della preoccupazione per la situazione che stiamo vivendo, un’altra fonte di ansia per molte persone riguarda come sarà il proprio corpo alla fine della quarantena.

I social media in questo non aiutano: se da un lato offrono molti spunti di workout e altre cose da fare a casa, non mancano i post ironici riguardo a quanto saremo tutti obesi alla fine della quarantena. Spesso ci scappa un sorriso e condividiamo. Certamente lo facciamo per sdrammatizzare la situazione, perché ci sentiamo un po’ tutti sulla stessa barca e questo ci fa sentire meglio. Tuttavia, cerchiamo di metterci nei panni dell’altro, di quelle persone che davvero sono in sovrappeso e si sentono profondamente giudicate da post del genere o di quelle persone che convivono con un disturbo del comportamento alimentare, che in una situazione così si ritrovano inevitabilmente a pensare molto di più al cibo e al proprio corpo.

Dovendo stare in casa inevitabilmente ci muoveremo un po’ meno del solito e può essere che in certi momenti ci assalga la fame nervosa e che quindi ci troviamo a mangiare un pochino di più o peggio. Per molte persone, la tentazione di restringere la propria alimentazione può essere forte.  Resistete a questa tentazione. Creerebbe uno stress ulteriore per il corpo, che è tutto tranne quello di cui abbiamo bisogno ora. Cerchiamo di non focalizzarci su “quanto ingrasseremo”, “quante calorie stiamo bruciando e quante ne stiamo assumendo”. Cerchiamo piuttosto di ascoltare il nostro corpo il più possibile, i suoi segnali di fame e sazietà: se abbiamo fatto colazione un po’ più tardi del solito e siamo stati seduti alla scrivania tutta la mattina può essere che lo spuntino di metà mattina che siamo abituati a fare non sia necessario (o magari sì, ascoltiamoci!). 

Ogni volta che ci viene voglia di aprire il frigorifero o la dispensa, cerchiamo di fermarci un secondo a capire se quella che proviamo è davvero fame fisiologica (perché magari sono trascorse più di 3 ore dall’ultimo pasto o perché abbiamo mangiato troppo poco al pasto precedente), o un’altra emozione che vogliamo sfogare sul cibo. Se abbiamo il dubbio possiamo provare chiederci se in quel momento mangeremmo una mela. Se è fame vera una mela ci sembrerà un ottimo modo per soddisfarla. Altrimenti è possibile che sia fame nervosa. In quel caso, possiamo cercare di “stare dentro” quell’emozione per un po’, prima di soffocarla con il cibo e possiamo cercare altre attività piacevoli che ci permettano di affrontare l’emozione (un libro, un bagno caldo, una telefonata, un po’ di stretching..). Cerchiamo di ridare al cibo la sua dimensione di cibo, come fonte di energia che serve al nostro corpo per vivere, senza ovviamente togliergli la dimensione di piacere e convivialità. E se la fame nervosa avrà il sopravvento, nessun problema, la vita va avanti normale come prima.

Se eravamo a dieta, cerchiamo di non vedere la quarantena e la dieta come un aut aut, un tutto o niente, come spesso siamo portati a fare. Non è che visto che siamo chiusi in casa e quindi di default pensiamo che ingrasseremo dobbiamo mollare tutto e tornare al punto di partenza. Può essere che un giorno saremo più ansiosi e mangeremo di più, ma non per questo è tutto perduto, non per questo dobbiamo lasciarci andare perché “tanto ormai”. Sarà stato semplicemente un momento o un giorno in cui abbiamo affrontato le nostre emozioni in questo modo, facendo quello che potevamo fare in quel momento. Colpevolizzarsi non ha senso. Lasciarsi andare perchè “tanto ormai” o all’estremo opposto digiunare/restringere l’alimentazione al pasto successivo nemmeno. Ogni nuovo giorno (ogni nuovo pasto) abbiamo l’occasione per ricominciare da capo e prenderci cura di noi e del nostro corpo. Ricominciamo semplicemente con le abitudini di sempre.

Cerchiamo poi di mantenere degli orari più o meno fissi a cui consumare i pasti, di evitare le distrazioni come TV, computer e cellulare mentre mangiamo, concentrandoci completamente su quello che stiamo facendo in quel momento. 

Se siamo abituati ad allenarci e vogliamo continuare a farlo, Internet è pieno di spunti e workout casalinghi che possiamo fare, senza però farla diventare un’ossessione o un “devo assolutamente bruciare tutto quello che mangio”. Facciamolo perchè ci fa staccare la testa e ci fa bene all’umore. Possiamo anche farlo insieme a un altro membro della famiglia o con un amico in videochiamata. Se non siamo abituati ad allenarci o non ne abbiamo voglia, non sentiamoci inadeguati perchè tutti lo fanno e noi no. Cerchiamo di essere gentili con noi stessi, ora più che mai.

In questi giorni possiamo sperimentare cose nuove, eventualmente iniziare nuove abitudini: potrebbe essere il momento per iniziare a fare una colazione più organizzata ed equilibrata del solito (che non vuol dire meno gustosa!), quello di dedicare un po’ più di tempo alla preparazione dei nostri piatti, senza assemblare cibi già pronti come facciamo sempre (giustamente) quando non abbiamo tempo. 

Al tempo stesso, se non riusciamo a sfruttare al meglio questo tempo extra per “diventare versioni migliori di noi stessi” come pensiamo che tutti invece stiano facendo, non colpevolizziamoci. Siamo preoccupati, avremmo voglia di uscire, magari non sopportiamo già più gli altri membri della famiglia, siamo annoiati. Ognuno reagisce a modo suo a momenti di ansia e preoccupazione e ognuno fa quello che può. Ogni reazione è valida (e tutto questo lo scrivo ricordandolo anche a me stessa).


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