Alimentazione consapevole

Come “sopravvivere” alle feste natalizie

Chi almeno una volta non si è sentito combattuto tra la spensieratezza e la gioia dell’atmosfera natalizia e il terrore di “rovinare tutto”?

Partiamo dal presupposto che le feste natalizie non sono qualcosa a cui si debba “sopravvivere”, ma un bel momento dell’anno in cui passare del tempo con i propri cari e lasciare da parte la frenesia della vita di tutti i giorni. 

Purtroppo, invece, il periodo tra dicembre e gennaio è visto da molti con angoscia, poiché si mangerà più del solito e si teme di non riuscire a trattenersi (perché dovremmo?!) di fronte alle leccornie preparate con amore dalla mamma o dalla nonna e di vanificare tutti gli sforzi degli ultimi mesi finalizzati a “far scendere quel maledetto numero sulla bilancia”. E allora via di diete di preparazione alle feste, digiuni e restrizioni, per cercare di compensare in maniera preventiva. Il risultato? Arriveremo al pranzo di Natale affamati, frustrati e con la voglia di abbuffarci di qualsiasi cosa ci siamo negati fino a quel momento.

E quindi come fare?

Prima di tutto cerchiamo di ridimensionare la questione: in fin dei conti si tratta di qualche pasto (al più cinque o sei tra le varie feste?) in cui si mangia più del solito. Quanto possono incidere cinque o sei pasti extra sul lungo termine? Zero. L’aumento di peso, così come la relazione alimentazione-salute, risente di abitudini protratte a lungo. Il giorno dopo, la bilancia segnerà uno o due chili in più: si tratta principalmente di ritenzione idrica dovuta al fatto che abbiamo mangiato alimenti più salati e in quantità maggiore rispetto al solito, ma è una cosa temporanea. Grasso e muscolo sono compartimenti corporei che variano lentamente, non da un giorno all’altro. Evitiamo direttamente di pesarci, a che pro?

In secondo luogo, è importante non restringere la nostra alimentazione anticipatamente per poterci concedere il bis del primo o la fetta di dolce in più. In questo modo, infatti, rischieremo di perdere il controllo di fronte a qualsiasi cosa ci passi sotto il naso e probabilmente eccederemo fino a star male, producendo un forte senso di colpa che ci porterà a digiunare il giorno successivo o mangiare solo insalata scondita. Capite bene che questo non ci permetterà di ricominciare la nostra alimentazione abituale in maniera serena, ma innescherà un circolo vizioso di abbuffate e digiuni. Cerchiamo di mangiare normalmente i giorni e i pasti prima e arriveremo con la giusta fame, che ci permetterà di goderci i pasti di festa, senza l’urgenza di mangiare qualsiasi cosa ci capiti davanti.

Durante il pasto evitiamo di scegliere la versione light delle nostre pietanze preferite o di autoimporci inutili restrizioni. Assaggiamo un po’ di tutto, soprattutto quello che più ci piace e ci fa voglia, in modo da non continuare a mangiucchiare in modo compulsivo, pur rimanendo insoddisfatti. Piuttosto, se sappiamo di voler assaggiare un po’ di tutto, iniziamo con porzioni più piccole, per poi eventualmente prendere il bis, se ancora c’è spazio nello stomaco.

Inoltre, ricordiamoci che di cibo la nonna ne ha preparato abbastanza per tutti e non correremo il rischio di rimanere senza: non avventiamoci su qualsiasi cosa vediamo, ma prendiamoci tutto il tempo necessario per ascoltare il nostro corpo, le sue voglie, la sensazione di fame e sazietà e assaporare tutte le prelibatezze.

E se proprio siamo spiacevolmente pieni possiamo sempre farci tenere da parte una porzione di quella pietanza che tanto vorremmo mangiare, per consumarla i giorni successivi. Quegli alimenti li possiamo mangiare quando ci va e non solo nel giorno di festa perché “tanto ormai..”. Saperlo ci può aiutare a vivere il pasto con più serenità e consapevolezza.

A fine pasto probabilmente avremo mangiato più del solito e ci sentiremo un po’ appesantiti. Se però lo abbiamo vissuto in maniera serena e consapevole non ci crogioleremo in inutili sensi di colpa e riusciremo a goderci i bei momenti in famiglia, che alla fine Natale non significa solo cibo.

Se finito il banchetto abbiamo voglia di fare una bella passeggiata, facciamola, ma non per cercare di bruciare le calorie introdotte. Se la sera non abbiamo fame, riduciamo le porzioni, ma non per mettere a tacere la coscienza e ovviare al senso di colpa. Ascoltiamo il corpo e assecondiamone i bisogni, che a Natale abbiamo bisogno di tutto tranne che di stressarci come facciamo durante tutto l’anno.

L’augurio che sento di farvi dal profondo del cuore è che il Natale sia un momento sereno, in cui il cibo è una componente importantissima legata alle tradizioni e alla convivialità, ma non è l’unico focus.

Photo by Kaboompics .com from Pexels


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