Colesterolo e alimentazione
Educazione alimentare

Colesterolo e alimentazione

Nello scorso articolo abbiamo iniziato a parlare di colesterolo: cos’è, a cosa serve, quando fa male davvero.
Oggi ci spingiamo un po’ oltre e approfondiamo la relazione tra colesterolo e alimentazione.

A quanti di voi (o dei vostri genitori o nonni),  in seguito al riscontro di un valore di colesterolo ematico leggermente alterato, è stato consigliato di ridurre (se non eliminare completamente) uova, burro e formaggi dalla propria alimentazione? La risposta è: troppi.

Colesterolo e alimentazione

Al contrario di quello che si credeva e si crede comunemente, il colesterolo alimentare (ovvero quello contenuto in uova, formaggi e carne) incide solo per il 10-15% sul colesterolo rilevato dagli esami del sangue. Questo significa che se abbiamo un colesterolo totale di 250 mg/dl soltanto 25-37 mg dipendono in maniera diretta dall’alimentazione. E quindi eliminare questi alimenti ridurrà il colesterolo ematico, ma non abbastanza da farlo rientrare nel range di normalità.

Da dove viene il resto del colesterolo

Come abbiamo visto nello scorso articolo, il fegato sintetizza la maggior parte del colesterolo che circola nel nostro sangue. E vi dirò di più, il fegato ne sintetizza di più se ne introduciamo troppo poco dall’esterno, poiché come abbiamo detto il colesterolo è fondamentale per la vita e il corpo ne ha bisogno. Non si tratta di una molecola che “meno ce n’è meglio è”, anzi un colesterolo troppo basso è collegato a seri problemi di salute.

Produzione del colesterolo

Allora, è opportuno chiedersi da cosa dipenda la maggiore o minore produzione del colesterolo da parte del nostro corpo. Perché il fegato a un certo punto decide di produrre più colesterolo?
Bene, la produzione di colesterolo da parte del fegato è sotto il controllo di un enzima, l’HMG coA reduttasi, che è stimolato dall’eccesso di insulina circolante, (quindi dall’eccessiva assunzione di zuccheri semplici e carboidrati) ed è inibito dal colesterolo alimentare. Meno colesterolo introduciamo e più alimenti raffinati e zuccheri mangiamo, più il nostro corpo produce colesterolo. Quindi un’alimentazione vegetale al 100% ma sbilanciata verso i carboidrati, dopo un’iniziale riduzione, stimola comunque la produzione di colesterolo. Per cui, se per controllare il colesterolo abbiamo ridotto il consumo di carne, uova, formaggi e aumentato quello di cereali raffinati, stiamo facendo l’opposto di quello che dovremmo fare.

Colesterolo ossidato e iperglicemia

Nello scorso articolo abbiamo parlato del colesterolo ossidato e di piccole dimensioni. Andiamo ora a vedere da cosa dipende l’ossidazione.

Quello che stimola l’ossidazione del colesterolo è ancora l’iperglicemia (=la presenza in circolo di eccessive quantità di zucchero) e lo stress ossidativo (=lo squilibrio tra produzione di radicali liberi e sistemi antiossidanti endogeni). Piccola parentesi: il colesterolo alimentare può essere anche già ossidato a causa di processi tecnologici spinti (latte UHT, formaggi fusi, carne trasformata).

Quindi se abbiamo il colesterolo alto, prima di cercare di abbassarlo a tutti i costi spendendo tantissimi soldi in Danacol (siamo sicuri sia davvero efficace?) o scegliendo di sopprimerne la produzione tramite il consumo di statine, interroghiamoci sulla causa: com’è la nostra alimentazione? Consumiamo abbastanza sostanze antiossidanti? Abusiamo di zuccheri semplici e carboidrati raffinati?

Cosa fare nella pratica

Quello che possiamo fare quindi non è ridurre il colesterolo alimentare, ma agire su quello che stimola la produzione endogena eccessiva ed impedire al colesterolo di ossidarsi. Come?

  • evitando continui picchi glicemici: riducendo il consumo di zucchero (zucchero aggiunto al té, al caffè, succhi di frutta, yogurt alla frutta, biscotti, cereali industriali, merendine industriali; ricordate l’articolo sull’indice glicemico?)
  • consumando colesterolo alimentare di buona qualità da cibo naturale: uova biologiche o del contadino, carne di buona qualità, pesce pescato,.. La raccomandazione di non consumare più di 2 uova a settimana è ormai datata!
  • evitando/limitando i cibi industriali, che contengono grassi e colesterolo di cattiva qualità
  • fornendo al corpo molecole antiossidanti (presenti soprattutto in frutta e verdura).

Spero di avervi convinto, o almeno insinuato il dubbio, riguardo all’importanza del colesterolo per il nostro organismo e al fatto che, se in eccesso, l’ultima cosa da fare sia quella di ridurre al minimo il consumo di alimenti contenenti colesterolo.
Il colesterolo elevato nel sangue è solo uno dei fattori di rischio cardiovascolare. Non deve essere visto come un nemico, esso è solo un campanello d’allarme di una situazione non ottimale all’interno dell’organismo. Agendo sulle vere cause anche il colesterolo si ridurrà (a meno che non si tratti di ipercolesterolemie familiari, cioè condizioni geneticamente determinate, in cui il colesterolo è nettamente più alto. Ma questo è un altro discorso).


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